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Alunni in piazza con le bici a Costamasnaga - 2007

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ImageVenerdì 11 maggio 2007

Ottanta alunni della scuola primaria Aldo Moro di Costamasnaga hanno abbandonato per un giorno cartella e banchi pedalando in piazza con le loro biciclette. Un corso di Guida Sicura, voluto dall'UC Costamasnaga, destinato agli alunni delle classi IV e V per stimolare le capacità coordinative dei giovani costamasnaghesi.

Una serie di esercizi tecnici di destrezza e abilità, assegnati da un maestro di mountain bike, sono stati i compiti da svolgere per questa lezione all'aria aperta.

 

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SPOSTARSI IN BICICLETTA (O A PIEDI)

L’apparato locomotore è ben sollecitato, il sistema cardiocircolatorio e respiratorio è attivo in proporzione alla velocità prodotta.
Dopo l’inattività notturna il motore del nostro organismo viene avviato e ben scaldato, pronto per affrontare una giornata fatta di momenti in cui si alternano movimenti e pause, scatti e rallentamenti, piegamenti verticali e spostamenti orizzontali (oltre ad un numero amplissimo di gesti).

Con la posizione seduta è possibile spostarsi scaricando il peso dello zaino (per questo è importante che il bambino in bici tenga una posizione sufficientemente eretta, evitando di chinarsi troppo in avanti)
In bici si ottiene uno spostamento nello spazio abbastanza veloce (si triplica la velocità che si può tenere a piedi), mantenendo la possibilità di entrare in contatto con l’ambiente circostante (quartiere, natura, persone,...)

Col movimento del corpo anche la mente è sollecitata a viaggiare, assorbendo immagini e particolari della realtà, seguendo uno schema spaziale e temporale nel quale gli eventi si sviluppano strettamente collegati tra loro.
In bici il bambino è protagonista del suo movimento; la bicicletta è sotto il suo diretto e stretto controllo e diventa parte di lui, quasi un oggetto vivo, un prolungamento di sé, un amico che lo sostiene e gli ubbidisce fedelmente (va dove lui decide).

Nel rapporto attivo con la sua bicicletta il bambino può sperimentare la sua autonomia (e anche la sua “onnipotenza”) e può mettere alla prova se stesso, le sue competenze e le sue conoscenze.
Diventando responsabile del movimento, diventa responsabile anche del suo corpo.

Per un bambino spostarsi autonomamente in un ambiente amico significa poter sperimentare l’avventura, potersi abbandonare agli eventi e alle occasioni nascoste dietro l’angolo, percepire la vita come gioco.
La strada vissuta in autonomia permette al bambino di diventare responsabile della sua città, del suo quartiere. Da grande dovrebbe essere maggiormente capace di prendersi cura del suo ambiente; la strada diventa così ambiente educativo.

L’andare a scuola deve diventare attività fisica e attività mentale, il tragitto esperienza e stimolo che promuove la crescita globale del bambino.
“Agli occhi di un bambino, una città che non può essere uno spazio di libera circolazione e di gioco, rischia di diventare qualcosa di inquietante e minaccioso”.

dott. Alessandro Volta  distretto di Montecchio Emilia (RE)
da: www.tuttinbici.org
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