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Da Pontresina a Bever: 10 Km per volare - 2007

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Già volare; se c’è una sensazione che ho sempre associato al Nordic è proprio quella di volare. Quando il gesto tecnico si fa armonioso e il ritmo fluido, i passi si fanno felpati, quasi si camminasse su un cuscino d’aria.
Per questo usare i bastoncini è un po’ come mettere le ali e scoprire un nuovo modo di muoversi. Questa sensazione si fa ancora più presente quando i percorsi sono pianeggianti e lo sterrato è in buone condizioni; allora diventa più facile mettere a frutto la tecnica del Nordic per camminare con levità.

A Pontresina, da molti anni, nella domenica in cui si corre la celeberrima Engadiner Sommerlauf a cui partecipano ogni anno molti italiani sulla distanza della mezza maratona, parte la Muragl Lauf, sulla distanza dei dieci chilometri.
Da qualche tempo accanto ai corridori ci sono anche i Walker e i Nordic Walker che si cimentano sul medesimo percorso.
Per tutti il traguardo è Bever, il comune a pochi chilometri da St. Moritz, collegato, come tutta l’Engadina, col celebre trenino rosso del Bernina, parte del sistema delle Rhaetischen Bahn, destinate a essere patrimonio mondiale dell’Unesco.

Con queste premesse, domenica 26 agosto eccomi pronta; la sveglia suona all’alba perché c’è da raggiungere Poschiavo, un gioiello del patrimonio storico della Val Poschiavo e del Cantone dei Grigioni; da qui mi aspetta il primo trenino per Pontresina che, puntualissimo come nella migliore tradizione rossocrociata, parte alle 7.33.
Poi è tutta un’emozione; la giornata è splendida, cielo blu e sole; si supera un dislivello di oltre 1500m fino a raggiungere Ospizio Bernina la stazione più alta a oltre 2500m, proprio ai piedi del ghiacciaio del Bernina.

I ricordi scorrono veloci, riportano alle giornate impegnate quassù per salire i Piz Palù e raggiungere poi i quattromila della vetta del Bernina.

Giornate di sole come questa; l’ora e mezza di treno passa veloce, tra un tornante e l’altro di questa straordinaria opera di ingegneria ferroviaria.

Ecco, sono arrivata; alle 9.00 sono a Pontresina, con tutto il tempo necessario per prepararmi alla partenza.
Alle 10.00 lo sparo, il via; davanti chi corre, nelle retrovie noi del Nordic, una pattuglia di  una decina di persone, dei quali io sono l’unica straniera.

Attraversiamo in gruppo il paese e ci inerpichiamo nel bosco; il dislivello di 120 m, l’unico che supereremo oggi, è tutto concentrato qui.
Poi si apre il fondovalle, tanto ampio da ospitare l’aeroporto di Samedan che infatti costeggiamo; poi è la volta di un laghetto, riserva naturale e infine ecco la chiesa di Bever: la fatica è finita.

Ora c’è spazio solo per i saluti, per la fatica rasserenante che lascia il Nordic, per il viaggio di ritorno, ancora in treno, ancora pervaso dal fascino di questi ghiacciai, di queste vette.  

 

Chiara Battistoni - Istruttore base Ani

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