
Elaborazione della pianta di Lecco
Nel 1336 Azzone Visconti, signore di Milano, fa costruire le mura che cingono il borgo di Lecco e inglobano un castello, sulle riva del lago, disposto attorno al maschio, quello che ora viene chiamato "torte viscontea"
(A). La fortificazione è posta a guardia di un territorio su cui Venezia intende espandere il proprio dominio. Nella prima metà del secolo XV sono numerosi gli assedi e le battaglie originati dallo stato di guerra pressoché permanente tra i due stati. Nel 1454, con la pace di Lodi che indica il basso corso dell'Adda come confine tra le terre di Milano e Venezia, l'importanza strategica della piazzaforte di Lecco aumenta ancora. Dal 1466 al primo decennio del XVI secolo, gli Sforza, duchi di Milano, intraprendono importanti interventi di sistemazione e potenziamento del castello, anche con la creazione di un porto fortificato sul lago
(B) e del torrione della porta di Vianova
(C), situata alla sommità dell'attuale via Bovara. In questa epoca, il borgo fortificato si trasforma nel castello e assume il suo impianto definitivo, destinato a durare fino al 1782. Le guerre dei primi decenni del Cinquecento che oppongono i francesi, prima alleati degli Sforza poi padroni di Milano, all'Impero si concludono con il dominio spagnolo sul ducato e quindi sul castello di Lecco.

Lago di Lecco nel milanese, calcografia 1750 circa
E’ del 1551 l'avvio dell'ultimo grande intervento di restauro e completamento delle fortificazioni, che devono essere adeguate alle nuove tecniche di guerra, derivate dall'uso dell'artiglieria: si rinforzano le difese delle tre porte, si formano, al di là del fossato, gli spalti, si
completa la grande torre rotonda
(D), che è una postazione cannoniera, a lato della chiesa di San Nicolò.
La consuetudine lecchese di definire "mura spagnole" quello che resta del perimetro fortificato deriva di certo da questi imponenti lavori.
L'importanza strategica di Lecco si va esaurendo, nel lungo periodo di dominazione spagnola. Le guerre di successione del primo decennio del 1700 portano la Lombardia sotto il dominio austriaco, destinato a durare, con la breve parentesi della occupazione napoleonica, fino alle guerre di indipendenza del Risorgimento. Nel 1782 l'imperatore Giuseppe II decreta l'abolizione della piazzaforte: il castello viene smembrato dai privati che ne acquistano le parti.
I resti e i sotterranei del castello di Lecco

Nel tondo: disegno moderno che ricostruisce la piazzaforte di Lecco
Del castello di Lecco, il centro della città conserva le forme, che ancora lo caratterizzano. Via Bovara e via Mascari, con le viuzze adiacenti, sono rimaste quasi inalterate nel tracciato e nelle forme, così come piazza XX Settembre, che era separata dal lago da mura difensive e non dalla cortina di edifici che ora la chiude. I resti delle fortificazioni e dei fabbricati ancora visibili fuori terra si trovano nei luoghi che erano dotati delle maggiori opere di difesa, in corrispondenza delle tre porte. Le mura, il fossato e metà della base del rivellino di Vianova
(1), l'attuale via Bovara. in direzione della Valsassina, sono il complesso più rilevante e meglio conosciuto. Lo stesso edificio della Biblioteca Civica
(2) faceva parte delle costruzioni del castello: la tradizione dice che sia stato la residenza del governatore spagnolo fino agli inizi del Settecento. La torre viscontea
(3) è inglobata nell'isolato tra il lago e la piazza: il vicolo della Torre, che la costeggia, conserva la forma dell'accesso fortificato al castello dalla porta detta di Milano. Una modesta porzione di mura
(4) è stata conservata a sostenere, in corrispondenza di quella che era porta Santo Stefano, il sagrato di San Nicolò. Non sono pochi i resti sotterranei o comunque inglobati in costruzioni successive alla distruzione del castello.

Albergo d'Italia in Lecco, litografia, 1851
Un cunicolo che, dal cortile interno della Biblioteca, porta alla base del torrione angolare del vallo. Un altro cunicolo e il locale sotterraneo di difesa e avvistamento sotto una torricella visibile a valle del ponte sul fossato. Il complesso di passaggi sotterranei, resti di mura e altre opere di difesa nell'area dell'oratorio di San Nicolò, presso la basilica.
Qui è conservata anche la postazione cannoniera
(5), due locali rotondi sovrapposti a volta ribassata di 9 metri di diametro, nel torrione circolare che è stato utilizzato come basamento del campanile, progettato e costruito a fine Ottocento. Resti delle mura e del contrafforte degli spalti
(6) sono conservati nel sotterraneo della Casa di Riposo Borsieri in via San Nicolò.